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    09 December

    riflessione...

    sono quasi le 3 e fra i miei 136 contatti nessuno è connesso...
    CHE CAZZO CI STO A FARE ANCORA QUI?!?
    buonanotte...
    08 December

    finish...

    "non c'è niente che sia per sempre"
    e di certo non solo per colpa o scelta mia...
    buona fortuna... 
    ti voglio bene...

    una favola... ^^

    IL BRUTTO ANATROCCOLO
     
    C'era una volta un'anatra che fece 5 uova. Quattro normali ed uno enorme, ma così grosso che il buco del culo le fece male per otto giorni. Dall'uovo grosso nacque un papero che era un cesso, una monnezza e faceva schifo. Era calvo, senza piume, e sembrava una zampogna. Anzi peggio: sembrava una zampogna con gli scarponi da sci, perchè aveva pure le caviglie grosse. Aveva la pelle d'oca, il che è normale per un papero, ma lui ce l'aveva sulla lingua. Aveva gli occhi con le zampe di gallina, che per un papero è meno normale. In compenso gli occhi erano tutti e tre molto belli, peccato per il colore: fucsia. Aveva delle orecchie enormi; voi direte: ma i paperi non hanno le orecchie! Ve l'ho detto che era brutto. Orecchie pelose, con la forfora! Ma aveva soprattutto una caratteristica: era negro. Ma così negro che Mike Tyson a confronto sembrava un finlandese, e quando mamma anatra lo vide disse:"Ohooooo il mio piccolino è negro!" e lo aggredì con un rastrello e lo sfabbricò (contrario di fabbricare) di mazzate e coperto di sangue era più apprezzatoperchè non si capiva tanto il colore. Un brutto giorno l'anatroccolo andò sull'aia e incontrò due galline che lo chiamarono:"Ehi tu, anatroccolo". Lui rispose:"Aho, che buò?". "Ma guarda! E' negro ed è pure cafone", sentenziarono le galline, e lo aggredirono con un rastrello, lo gonfiarono come un tacchino: gli spezzarono l'osso del desiderio, gli spalmarono le dita (nel senso che prima aveva le zampe palmate e successivamente spalmate) e lo sgommarono di sangue, tanto che sotto l'ingessatura gli dovettero mettere più chiodi che a Pinocchio. Quando si fu rimesso, dopo una prognosi di quattro mesi, il papero tornò sull'aia dove incontrò un cane al quale chiese:"Ma sono brutto?". "No" rispose il cane, e vomitò. "E' brutta la pelle nera?" incalzò il papero. "No" rispose il cane, "io tengo anche un portafoglio di pelle nera". E dicendo questo lo picchiò con un piede di porco (il porco era d'accordo) e lo suonò come un 'ocarina (l'oca Rina era la zia del papero ed era suonata). Poi il cane, tronfio, se ne sndò. "Bene" gridò il papero soddisfatto, "si è dimenticato di aggredirmi col rastrello!". Il cane lo sentì e tornò di corsa dicendo:"Perdindirindina, mi sono dimenticato di aggredirti con il rastrello!" e afferrando l'utile attrezzo di lavoro gli ruppe tutti i femori. Allora il papero sconsolato decise di andare a vivere ai confini della legge e andò a vivere tra le canne, ma siccome non c'era ancora stato il referendum, anche una sola canna era illegale. E nel giro di pochi minuti arrivò un cellulare e otto poliziotti lo aggredirono con altrettanti rastrelli e lo spogliarono di mazzate. Venne l'inverno, e il povero papero rimasto solo nello stagno faceva sogni erotici e sognava di spogliare un'anatra per farsi un piumino e pensava tra sè e sè (anche perchè era solo e non avrebbe potuto pensare tra sè e nessun altro):"Come sarà il futuro? Avrò una moglie, delle uova?". Finchè radiosa come ogni anno tornò la primavera e il papero si accorse di essere diventato un cigno nero. Allora tornò sull'aia orgoglioso. Vedendolo, tutti gli animali chiesero con stupore e deferenza:"Ohoooooo, e tu chi sei?". E lui, semplicemente rispose:"Il brutto anatroccolo". "Ah, cazzarola, sei tu? Ci pareva di riconoscerti!"  gridarono in coro tutti, poi l'aggredirono con un rastrello e gli spappolarono tutto il patè de fois gras. Allora il papero spiccò il volo, fiero ed elegante, e un cacciatore che passava di lì lo vide e gli sparò.
     
     
    Stretta la foglia, la via è piccolina,
    contro il razzismo non c'è medicina.
     
    Tratto da "Pancreas: trapianto del libro Cuore" (Giobbe Covatta)
     
    07 December

    massima...

    ...l'orgoglio...
    ...croce e delizia del genere umano...